Comunicazione per i medici CTU

ministero giustizia

 

TRIBUNALE DI CALTANISSETTA

 

Si comunica a coloro che operano quali CTU per il Tribunale di Caltanissetta e ancora non hanno una PEC di volerla aprire e comunicare al tribunale stesso via all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.,">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., e che coloro i quali sono registrati come CTU e non hanno ancora comunicato alcuna PEC, non verranno più chiamati per eventuali incarichi da parte del Tribunale, stante che i nuovi incarichi saranno comunicati esclusivamente a mezzo PEC.

Il Presidente del Tribunale di Caltanissetta.

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Riceviamo e pubblichiamo dal Servizio 7 Farmaceutica

Assessorato della Salute

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Diritti degli specializzandi anche per quelli odontoiatrici. Le precisazioni del Presidente Nazionale CAO Dott. Giuseppe Renzo dopo l'audizione alla Camera

fnomceo
 
RENZO: ESISTE UNA DISPARITA' TRA GLI SPECIALIZZANDI MEDICI E GLI ODONTOIATRI
“Ciò che accomuna le professioni sanitarie è la "mission" che perseguono”.
“ovvero la tutela della salute delle persone che viene garantita attraverso una corretta formazione dei professionisti.”
  
Nel suo intervento alla Camera dei Deputati del 10 luglio scorso il Presidente Nazionale CAO Giuseppe Renzo ha posto l'accento sulle scuole di specializzazione denunciando una disparità tra gli specializzandi medici e gli odontoiatri che frequentano le scuole di specialità in odontoiatria.
 
Presidente Renzo, perché l'argomento è importante? D'altronde sono poche centinaia gli specializzandi laureati in odontoiatria iscritti ai pochi corsi organizzati dagli atenei italiani
 
Le osservazioni della CAO Nazionale, tra gli argomenti affrontati durante l'audizione, si sono focalizzate sull'aumento dei fondi per le Scuole di Specializzazione e proprio su tale questione è stata fatta notare l'evidente disparità di trattamento della formazione specialistica tra i medici e gli altri professionisti che operano nel campo della tutela della salute (e nel nostro ambito di competenza il riferimento è d'obbligo alla formazione specialistica odontoiatrica) che certamente non portano equilibrio e serenità in un sistema, quale quello dell'assistenza e delle cure, sempre più multidisciplinare e multi professionale. La CAO Nazionale, e non per la prima volta, ha sottolineato la necessità per gli odontoiatri di accedere alle borse di studio, con le medesime modalità previste per i medici chirurghi, con un ulteriore specifico numero di borse di studio, da aggiungere e non da sottrarre a quelle spettanti ai medici, per l'accesso alle scuole di specializzazione riservate esclusivamente ai laureati in odontoiatria e protesi dentaria. Si verrebbe così a sanare un'irrazionale disparità di trattamento tra laureati di lauree magistrali in ambito sanitario che oltretutto hanno attualmente un corso di laurea che prevede per entrambi sei anni di studio. Appare quindi evidente la specificità della professione odontoiatrica nel diritto di chiedere l'accesso alla formazione specialistica attraverso apposita retribuzione, rispetto ad altre professioni sanitarie e non. Quale Presidente della CAO Nazionale , per una completa ed esaustiva disamina, ritengo comunque doveroso osservare che la normativa che prevede il particolare rapporto di formazione per i medici specializzandi con la relativa retribuzione e la esclusività del rapporto di lavoro, discende direttamente dalla normativa comunitaria e che la stessa fa riferimento esclusivamente ai medici laureati in medicina e chirurgia.
 
Quindi un modo anche per evidenziare la pari dignità tra medicina ed odontoiatria?
 
Certamente. Preciserei meglio, però, e non per essere stucchevole, ma puntuale: tra i Medici laureati in Medicina e Chirurgia ed i Medici laureati in Odontoiatria o, comunque, abilitati all'esercizio dell'Odontoiatria. Ciò che accomuna le professioni sanitarie è la "mission" che perseguono ovvero la tutela della salute delle persone che viene garantita attraverso una corretta formazione dei professionisti. Ruolo di garanzia che è svolto con encomiabile diligenza dagli Ordini, anche l'Università in più occasioni si è fatta portavoce di questa avvertita esigenza: i laureati "non medici" (a seguire la definizione della direttiva comunitaria) sono lesi sia nella loro qualità di discenti (che invece dovrebbero beneficiare delle migliori condizioni di apprendimento) sia nella loro qualità di lavoratori, senza, infatti, alcuna delle forme di adeguata remunerazione previste per i laureati in Medicina e Chirurgia, pur condividendo in toto il percorso post lauream.
 
Solo questo? Ci sono altri motivi per cui la CAO porta avanti questa battaglia?
 
Non pensi a chissà quali retroscena, trattasi di aspetti ricadenti nelle norme codicistiche e, pertanto, così come per tanti altri temi la CAO (l'Ordine) è coinvolta. I colleghi più giovani accusano di non avvertire, è questa la nota dolente a cui forse anche lei tendeva riferirsi nel porre la domanda, un impegno forte (che evidentemente è mancato), da parte di chi si intesta teoricamente compiti e ruoli di tutela degli interessi di parte dei laureati in odontoiatria, invece che occuparsi dei massimi sistemi alla ricerca di visibilità.
Ma ogni rappresentanza, in particolare i cosiddetti portatori di interessi, sceglie su quali ambiti produrre i propri sforzi .
La CAO non può non intervenire per contribuire a sanare una evidente disparità di trattamento, chiedendo e sollecitando tutte le Istituzioni, in assonanza piena e in modo concorde con tutti i componenti rappresentativi e partecipanti agli "Stati Generali dell'Odontoiatria "come confermato in occasione dell'ultimo incontro de luglio scorso, a farsi carico della questione attuando in pieno il principio costituzionale (art. 32 Costituzione) che sancisce la salute come diritto fondamentale della persona e che la Repubblica tutela come bene e valore della collettività.

RASSEGNA STAMPA N° 149

rassegnaenpam

 L'attualità attraverso i giornali
10 settembre 2014   

Rassegna Stampa n° 149

Si informano i lettori che, da questo momento, è disponibile sul sito internet dell'Enpam la Rassegna stampa della Fondazione.
Fra gli articoli di maggiore interesse si segnalano i seguenti:

  • Istat, enti privatizzati restano in perimetro P.A.
  • Pensioni più alte se la cassa è virtuosa
  • Adepp: commissione Ue esamina progetti pilota
  • Medici, pazienti e posta elettronica: un rapporto sofferto
  • La responsabilità solidale abbandona l'ambito tributario
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La rassegna continua in tempo reale sul sito dell'Enpam in Notizie da web e agenzie

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Ufficio Stampa e Redazione

Assicurazione obbligatoria: nessuna sanzione fino a quando la normativa non sarà attuata

fnomceo
 
Intervista al Dott. Luigi Conte Segretario della FNOMCeO
 
L'iscritto non ha colpe sulle mancanze dei ministeri competenti pertanto non può essere sanzionato
  
Da venerdì 15 agosto i medici e gli odontoiatri italiani, che non operano all'interno di strutture pubbliche devono aver sottoscritto una polizza assicurativa per la responsabilità civile. Il tanto auspicato e richiesto da più parti rinvio non è infatti arrivato, rendendo pienamente operativa la Balduzzi.
 
Come noto il Governo aveva provveduto ad escludere dall'obbligo (con la pubblicazione in Gazzetta Ufficale n.190/2014 del 18.08.2014 suppl. ord. n.70, la legge di conversione del D.L. n. 90/2014) i soli medici ed odontoiatri che operano all'interno del SSN, anche in regime di libera professione intramuraria.
 
"La necessità di tutelare i cittadini dagli errori medici anche attraverso una polizza assicurativa è una scelta condivisibile", ha dichiarato il Dott. Luigi Conte segretario della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, "Non è invece accettabile che si dia operatività ad una Legge che sancisce un obbligo senza aver completato l'applicazione della stessa Legge stabilendo i requisiti minimi per le polizze assicurative ed aver attivato il fondo di garanzia che sostiene medici e dentisti che non trovano una assicurazione che li assicuri, come previsto dalla legge stessa".
 
Il DPR 137/12 stabilisce infatti che il mancato assolvimento dell'obbligo da parte del professionista è un illecito disciplinare sanzionabile dal proprio Ordine. Quindi non essendo la norma completamente attuata, ha spiegato Conte, gli Ordini non sanzioneranno i propri iscritti che non si doteranno di una polizza assicurativa.
 
"L'iscritto non ha colpe sulle mancanze dei ministeri competenti che non hanno emanato i regolamenti previsti e quindi non può essere sanzionato".
 
La FNOMCeO continuerà nel suo pressing verso le istituzioni chiedendo la sospensione dell'obbligo fino a che non vengano attuati tutti i provvedimenti previsti dalla Legge e non solo quelli previsti per i medici.
Presto, ha anticipato Conte, "presenteremo un articolato documento al Ministero chiedendo di sospendere l'applicazione della legge finché la normativa non venga definita in ogni sua parte".

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