Disposizioni inerenti l'uso di farmaci biotecnologici

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Assessorato della Salute

D.A. n. 540/14 - Misure volte a promuovere l'utilizzo dei farmaci Originatori o Biosimilari a minor costo di terapia

Link al decreto assessoriale

 

Circolare n. 5/14  -  Circolare esplicativa di applicazione del D.A. n. 116/14 del 7 febbraio 2014 recante "Disposizioni inerenti la prescrizione di Eparine a Basso Peso Molecolare"

Visualizza circolare n. 5/14

EMA: nuove limitazioni all'uso dei medicinali a base di tiocolchicoside per uso sistemico

Pillole dal Mondo n. 485

20/03/2014

L’Agenzia Europea dei Medicinali e l'AIFA comunicano agli operatori sanitari  importanti limitazioni relative all'uso dei medicinali a base di tiocolchicoside per uso sistemico, imposte a seguito dei risultati derivanti dalla revisione di nuovi dati preclinici, che indicano un potenziale rischio di genotossicità derivante dall'uso di tiocolchicoside per via orale e intramuscolare (IM).

Tiocolchicoside è un miorilassante disponibile in formulazione orale, iniettabile e topica. Tiocolchicoside per via sistemica deve essere usato solo come trattamento adiuvante delle contratture muscolari dolorose associate a patologie acute della colonna, negli adulti e negli adolescenti di età superiore a 16 anni. Non deve essere usato per il trattamento a lungo termine di patologie croniche. Devono essere rispettate le seguenti posologie e non bisogna superare le dosi e la durata raccomandate:

  • Forme orali: la dose raccomandata, che non deve essere superata, è di 8 mg ogni 12 ore, ossia 16 mg/die. La durata del trattamento non deve superare i 7 giorni consecutivi.
  • Forma IM: la dose raccomandata, che non deve essere superata, è di 4 mg ogni 12 ore, ossia 8 mg/die. La durata del trattamento non deve superare i 5 giorni consecutivi.
  • Tiocolchicoside non deve essere usato in gravidanza e durante l'allattamento, né in donne in età fertile che non adottano un adeguato metodo contraccettivo.

L’AIFA coglie l’occasione per ricordare a tutti gli Operatori Sanitari l’importanza della segnalazione delle reazioni avverse da farmaci, quale strumento indispensabile per confermare un rapporto beneficio rischio favorevole nelle reali condizioni di impiego.

(ndr Nomi commerciali: Muscoril, Decontril, Miotens, Strialisin, Rekmus, Sciomir, Miorexil, Moveril,Teraside)

Dato l’uso frequente che si fa el farmaco anche in autoprescrizione prego gli addetti alla comunicazione di darne ampia diffusione contutti i mezzi.

Luigi Galvano

Segretario FIMMG

Iscrizioni in massa di laureati nelle Università Albanesi: gli Ordini lanciano l'allarme

fnomceo

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Iscrizioni in massa di laureati nelle Università Albanesi: gli Ordini lanciano l'allarme

 

L'aggiramento della normativa italiana, che prevede un meccanismo di programmazione tramite test di accesso alle Facoltà di Odontoiatria; il superamento delle Leggi, poste a garanzia della qualità del percorso di formazione seguito dai futuri dentisti, sul riconoscimento delle Lauree ottenute in Paesi comunitari ed extracomunitari; una palese discriminazione tra studenti, visto che i più abbienti hanno, di fatto, la possibilità di "dribblare" i test di ingresso: il tutto con possibili oneri a spese delle casse dello Stato italiano, già provate da tagli e debiti.

Sono accuse pesanti, quelle poste all'attenzione dei ministri dell'Istruzione, Università e Ricerca, della Salute e degli Affari Esteri, in un'interrogazione presentata da alcuni parlamentari relativamente al caso, finito anche sugli Organi di Stampa, della Convenzione stipulata tra l'Università di Roma Tor Vergata e l'Università "Nostra Signora del Buon Consiglio", con sede a Tirana, in Albania,per la realizzazione di Corsi di Laurea triennali in Medicina e Odontoiatria e Protesi dentaria e per altre professioni sanitarie.

Corsi di Laurea istituiti, sin dal 2005, con il nobile obiettivo di formare professionisti per l'Albania, al fine di aiutare un paese in gravi difficoltà economiche e sociali e per fornire una formazione adeguata in discipline molto delicate, quali quelle inerenti le formazioni sanitarie. Questo ha incentivato veri e propri "viaggi della speranza" di massa per gli studenti che non hanno superato i test di accesso alle facoltà italiane, tanto da ritrovarsi in code chilometriche per iscriversi all'università albanese.

"Ora cominciano ad arrivare ai nostri Ordini le richieste di iscrizione agli Albi da parte dei neolaureati, sia italiani sia albanesi, provenienti dalla sede di Tirana" esordisce il presidente della Cao nazionale, Giuseppe Renzo.

"Se confermate le notizie appena pervenute, cento e più nuovi studenti frequenteranno il prossimo anno il corso di laurea in Odontoiatria a Tirana: presso quali strutture e con quali capacità formative?" si domanda sempre il Presidente Cao.

E prosegue: "Gli Ordini sono i certificatori, di fronte ai cittadini, della qualità dei professionisti iscritti ai loro Albi. La situazione che si sta verificando, però, mette gli Ordini stessi nell 'assoluta impossibilità di verificare i presupposti formativi dei laureati che richiedono l'iscrizione. Alcuni cominciano a proporre, in primis per tutelare la Salute dei cittadini e, in subordine, per difendersi da eventuali responsabilità civili, penali e amministrative, di rifiutarsi di iscrivere agli Albi quei professionisti per i quali non appare chiaro il percorso di formazione ".

"Ci domandiamo - inoltre - e lo abbiamo chiesto, con una lettera da me personalmente firmata, anche al magnifico Rettore del! 'Università di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, se il corpo docente sia veramente nelle condizioni di poter garantire la più completa formazione degli studenti in entrambe le sedi".

"Dopo anni di solitarie battaglie - è il commento finale - finalmente anche la politica si accorge di un problema che la Cao denuncia da anni alle istituzioni italiane ed europee, e che può mettere seriamente a repentaglio la sicurezza delle cure nel nostro Paese".

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Comunicato Stampa a cura della FNOMCEO

Rinnovo patente: dal 9 gennaio non basta più il bollino, ma serve nuovo documento

Roma, 16 dicembre 2013  - Nuova procedura per il rinnovo della patente di guida. Dal 9 gennaio 2014 l’apposizione dell’etichetta adesiva con la nuova scadenza sul vecchio documento non basterà più: occorrerà la stampa di una nuova patente. Lo ha stabilito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre che entrerà in vigore dopo 30 giorni, il 9 gennaio appunto. Sono previsti però 20 giorni di tolleranza per permettere alle strutture mediche di aggiornarsi, utilizzando nel frattempo il vecchio sistema.

La conferma di validità del nuovo documento di guida verrà effettuata in maniera telematica e la patente rinnovata, con la foto del titolare aggiornata, sarà direttamente inviata all’indirizzo di residenza.

Nuova procedura anche per i medici che potranno accedere, attraverso il sito web “Il Portale dell’Automobilista”, al sistema informatico del Dipartimento per i Trasporti inserendo le proprie credenziali e un PIN. Dopo aver indicato eventuali prescrizioni mediche riguardanti il conducente o adattamenti al veicolo, dovranno inserire gli estremi del pagamento e allegare, infine, foto e firma del titolare. A questo punto il sistema informatico rilascerà una ricevuta che attesta l’avvenuta conferma di validità, il medico dovrà stamparla, firmarla e consegnarla al richiedente. Questa ricevuta vale fino all’arrivo della nuova patente e, in ogni caso, non più di 60 giorni. Nello stesso momento sarà inoltrato l’ordine di stampa del documento rinnovato che, secondo il Ministero, sarà recapitato entro una settimana all’indirizzo del titolare.

Il costo della procedura resta di 25 euro, e comprende i 16 euro della marca da bollo e i 9 euro dei diritti di Motorizzazione. Entrambi vanno pagati col bollettino postale dedicato, da consegnare poi al medico, insieme alla fotografia in formato cartaceo. A questi costi vanno aggiunti quello della visita medica e i 6,80 euro di posta assicurata, da saldare al momento della consegna o del ritiro presso l’ufficio postale.

Comunicato Stampa "Diciamo no alla cultura del sospetto"

fnomceo
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Comunicato Stampa

"Diciamo no alla cultura del sospetto"

Il Comitato Centrale commenta il film "Il venditore di medicine"

"Pur nella consapevolezza che il film di Morabito sia la narrazione di un dramma intimo che non parla certo solo di corruzione, pur nella convinzione che non si possa giudicare un 'opera artistica esclusivamente analizzandone l'oggetto, non vogliamo però esimerci da alcune riflessioni" .

Il Comitato Centrale della Fnomceo, riunito oggi a Caserta, ha dunque rilasciato un commento sul film del regista Antonio Morabito, "Il venditore di medicine", presentato fuori concorso in questi giorni al Festival internazionale del Cinema di Roma.

Bruno, il protagonista, è un informatore farmaceutico. Quando la sua azienda va in crisi, per non perdere il posto di lavoro, inizia a corrompere i medici perché prescrivano i farmaci della sua ditta: alcuni cedono, altri si rifiutano di prestarsi a questo gioco.

"Nessuno, dopo questo film, guarderà senza sospetto la più anonima scatola di medicinali, o almeno senza pensare di essere vittima di una truffa": è stato lo stesso regista a rilasciare questa dichiarazione, durante la Conferenza Stampa di presentazione.

"È proprio questa cultura del sospetto, alimentata da un certo clima mediatico, a preoccuparci profondamente" ha affermato il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco.

"Il pericolo insito in questo tipo di messaggi - ha continuato - è quello di calare ombre pesanti sul rapporto di fiducia che, sotto il profilo tecnico-professionale, etico e civile, legittima la Relazione di cura, rendendo quindi più difficile il saldarsi di un 'Alleanza terapeutica. Questa non definisce una base contrattualistica, ma un perimetro comune di valori, fondato sull 'Autonomia e sulla Responsabilità, che traduce l'incontro tra il medico e la persona assistita in una relazione intima, unica e irripetibile ".

"Comprendiamo che quella di Bruno è una storia paradigmatica di un dramma che, sulla corruzione, fonda il suo discrimine e la sua analisi umana - ha poi concluso -. Ma non possiamo non dichiarare che non ci appartiene quello stereotipo di una professione medica svenduta a interessi commerciali, che specula e lucra sulle spalle dei pazienti, prescrivendo farmaci non in ragione dell'appropriatezza e dell'efficacia ma per i meri interessi economici".

 

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Comunicato Stampa a cura della FNOMCEO

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